La conca di Caporetto (Kobarid)


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La posizione di Caporetto (Kobarid), all’incrocio tra il corso dell’Isonzo e la valle che porta verso la pianura friulana ne ha fatto per secoli un punto nevralgico di passaggio e anche durante la Grande Guerra esercitň questa importantissima funzione consentendo il collegamento tra l’interno del paese e la complessa organizzazione del IV Corpo d’Armata, la grande unitŕ del regio esercito dispiegata tra la vallata e le montagne sovrastanti.

Per dimensioni paragonabile ad un’armata, il IV C.d.A. nel 1917 oscillava tra i 100000 ed i 135000 uomini, di questi, oltre un terzo era impiegato nei servizi di supporto disseminati nella vasta zona delle retrovie del fronte. Le localitŕ che oggi vengono quotidianamente attraversate dagli escursionisti, allora pullulavano di uomini, mezzi ed animali impiegati nella moltitudine delle attivitŕ necessarie a “non fermare mai” la macchina bellica.

I paesi centrali rispetto ai settori in cui era diviso l’ampia zona di combattimento del corpo d’armata(1) ospitavano i comandi di divisione (Drežnica, Smast, Žaga) con tutti i servizi aggregati dell’artiglieria, del genio, della sanitŕ, mentre quelli a poche ore di marcia dalla prima linea alloggiavano i comandi di brigata, le riserve e le truppe a riposo.

Da qui si snodavano le colonne someggiate e i portatori, un lavoro pericoloso e faticoso, svolto per lo piů nottetempo lungo mulattiere e sentieri malagevoli e in ogni condizione meteorologica perché la vita di chi si trovava in quota era legata a questi rifornimenti come a un cordone ombelicale.

Alle insidie della stagione e della montagna si aggiungeva il pericolo dell’artiglieria austriaca che da tempo aveva inquadrato i passaggi obbligati e quelli scoperti tenendoli costantemente sotto tiro.

Oltre alle salmerie si svolgevano i servizi di corvče, come il trasporto a spalla delle munizioni e il traino dei pezzi d’artiglieria ai quali erano comandati oltre agli artiglieri anche i soldati a riposo a causa della limitatissima meccanizzazione dei trasporti.

(Estratto da: “Da Tolmino a Caporetto lungo i percorsi della Grande Guerra tra Italia e Slovenia” di Marco Mantini)


(1) Il IV Corpo d’Armata, schierato tra la conca di Tolmino (esclusa) e il monte Rombon, occupava un fronte di ca. 25 km in linea d’aria che, rapportato all’orografia del territorio, corrispondeva a un dispiegamento effettivo su ca. 40 chilometri.

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