Le operazioni militari tra Plezzo e Tolmino 1915-1917

Cronologia essenziale delle operazioni militari nell’alto Isonzo


Il confine prebellico del 1915
Allo scoppio del conflitto italo – austriaco la linea di confine compresa tra l’allineamento Cime Confine - Monte Canin e Cividale corrispondeva all’attuale demarcazione tra Italia e Slovenia. Toccava infatti la sella di Uccea, lasciando al regno d’Italia i paesi di Montemaggiore, Platischis e Prossenicco per salire ai monti Lubia, Mia, Matajur, Colovrat. Dopo questa flessione verso est, la piana di Tolmino rimaneva in territorio austriaco, il termine prebellico seguiva indicativamente il corso del torrente Judrio non discostandosi dall’andamento odierno.

1915
23 maggio
il Regno d’Italia, legatosi segretamente a Francia ed Inghilterra dall’aprile precedente, interrompe lo stato di neutralità e dichiara guerra all’Austria – Ungheria, venendo meno all’alleanza stretta con Austria e Germania che durava dal 1882.
24 maggio in seguito alla dichiarazione di guerra i reparti italiani varcano il confine a Stupizza e lungo le dorsali montane dirigendosi verso la conca di Caporetto.
25, 26 maggio i bersaglieri del 6° reggimento entrano a Caporetto e oltrepassano l’Isonzo spingendosi in direzione di Tolmino
27 maggio i reparti del 3° reggimento alpini occupano le cime del Kozljak (btg. Exilles) e Pleče (btg. Susa)
29, 30 maggio primi attacchi alla linea Sleme-Mrzli (brigata Modena)
31 maggio gli alpini del btg. Susa occupano il Vršič (quota 1897) e la colletta Vrata (quota 2012); si completa lo schieramento difensivo austro-ungarico tra Plezzo e Tolmino (20ª div. Honved, 50ª e 1ª di fanteria)
2 giugno “scalata dei trentuno” alla quota 2102 del Vrata ed azioni contro il Rdeci Rob (btg. alp. Cividale); contrattacchi austro-ungarici lungo la linea Sleme-Mrzli (3ª, 8ª brg.mont.)
5 giugno il plotone Vallero occupa la quota 2076 del Vrata
16 giugno presa del Monte Nero (btg. alp. Exilles) e consolidamento delle posizioni sulla catena del Vrata (quote 2138 e 2133 - btg. alp. Susa)
6, 7 luglio battaglia per il Monte Rosso, I fase; contrattacchi austro-ungarici (IV/53° Honved)
19, 21 luglio battaglia per il Monte Rosso, II fase; presa di quota 2163 (btg. alp. Intra e Val d’Orco)
14 agosto iniziano le operazioni in conca di Plezzo
15 agosto i bersaglieri dell’11° reggimento entrano a Plezzo
23 agosto conca di Plezzo: il btg. speciale “Bes” attacca in zona Rombon e occupa il monte Čukla (quota 1766)
27 agosto conca di Plezzo: primo tentativo di conquista del Monte Rombon
21, 23 ottobre Testa di ponte di Tolmino: presa del “trincerone” del Mrzli (90° fanteria, brigata Salerno)


Le operazioni del 1915 nella conca di Caporetto portano l’esercito italiano a consolidare l’occupazione della catena Vrata/Monte Nero e ad attestarsi sotto le linee austro-ungariche dello Sleme-Mrzli. In quella di Plezzo mantiene le posizioni di fondovalle e quelle sottostanti il monte Rombon. Il compito principale di eliminare la testa di ponte di Tolmino per aggiramento da nord a sud non riesce e le linee raggiunte rimangono pressoché immutate fino all’ottobre 1917. Inizia il primo inverno in montagna.

 

1916
12 febbraio
conca di Plezzo: attacco austro-ungarico e perdita del Čukla (1° Gebirgschützen)
17, 18, 19 marzo Testa di ponte di Tolmino: attacchi austro-ungarici sul Santa Maria e arretramento delle linee italiane sulle posizioni di destra Isonzo
10 maggio conca di Plezzo: ripresa del Čukla (btg. alp. Saluzzo e Bassano)
Fine luglio – primi di agosto episodi di guerra di mine sul Mrzli vrh
16 settembre conca di Plezzo: secondo tentativo di conquista del Monte Rombon


Il secondo anno di guerra si caratterizza per le iniziative locali austro-ungariche finalizzate a migliorare alcune posizioni particolarmente minacciate e a vincolare sul fronte isontino il maggior numero di unità italiane in vista dell’offensiva di maggio in Trentino (“Strafexpedition”). Le operazioni italiane sono finalizzate soprattutto ad ottenere vantaggi nel settore Rombon ma rimangono senza esito, salvo la riconquista del Monte Čukla.

1917
agosto
nel quadro dell’XI battaglia dell’Isonzo reparti del IV C.d.A. it. attaccano vanamente sul Mrzli e sul Monte Rosso (episodi di guerra di mine)
18 settembre il Comando Supremo italiano dispone per la sistemazione difensiva della 2ª e della 3ª Armata
20 ottobre viene prevista un’“azione su tutta la fronte da Plezzo al mare con urto risolutivo dalla testa di ponte di Tolmino”
22 ottobre il Comando Supremo italiano conferma la possibilità di un attacco austro-tedesco
24 ottobre scatta l’operazione “Waffentreue”: le unità austro-tedesche attaccano le posizioni italiane del IV e del XXVII C.d.A. poste tra Plezzo e Tolmino e giungono a Caporetto e sul Kolovrat. Inizia il ripiegamento italiano.
25 ottobre abbandono dell’altopiano della Bainsizza, la 2ª Armata si ritira sulle linee di resistenza e viene rimosso il comandante del IV Corpo d'Armata italiano, Generale Alberto Cavaciocchi
26 ottobre crolla l’ala sinistra della 2ª Armata e si prospetta l’aggiramento dell’intero fronte isontino
27 ottobre il Comando Supremo ordina la ritirata sulla linea del Tagliamento
28 ottobre il Comando Supremo abbandona Udine

 

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