Nei pressi del rifugio Solarie un semplice monumento in cemento sormontato da un’aquila ricorda il primo caduto italiano del conflitto, l’alpino Riccardo Di Giusto.
Nato nei pressi di Udine il 15 novembre 1895, rimasto orfano di padre in giovane età, Riccardo Di Giusto trovò impiego nelle ferrovie fino al dicembre 1914, quando venne chiamato alle armi nel corpo degli alpini. Nella primavera del 1915, all’alba del 20 aprile, l’alpino Di Giusto iniziò la marcia di avvicinamento che per gli abitati di Clodig e di Peternel lo portò al monte Natpricciar alle falde occidentali del Colovrat.
Destinato alla 16ª comp. del battaglione alpini Cividale, Riccardo Di Giusto fu colpito a morte durante una scaramuccia con le guardie confinarie imperiali nelle prime ore del 24 maggio 1915, mentre con le altre compagnie dell’ 8° reggimento alpini superava il confine inoltrandosi in territorio austriaco. Il corpo venne dapprima sepolto nel cimitero di San Volfango e successivamente nel luglio 1923 traslato a Udine nel cimitero monumentale. L’accertamento quale primo caduto in combattimento si deve alle complesse ricerche svolte per iniziativa di un impiegato milanese, Carlo Gallardi Rivolta, che indisse una sottoscrizione pubblica per onorare la memoria della prima vittima italiana del conflitto.
