La costruzione, ben visibile dalla piana dell’Isonzo, domina Caporetto e vi si accede dalla piazza, salendo lungo l’ombroso viale d’accesso dove si alternano le caratteristiche stazioni della Via Crucis.
L’Ossario fu realizzato negli anni ’30 sul colle del Gradič (308 m) su progetto dell’architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni (sue le stazioni della Via Crucis che accompagnano la salita), gli stessi che idearono i Sacrari di Redipuglia e del Monte Grappa. La costruzione richiese tre anni di lavoro prima della sua inaugurazione avvenuta nel settembre 1938.
Presenta una massiccia struttura a pianta ottagonale costituita da tre gradoni concentrici nei quali sono ricavati altrettante serie di archi in pietra grigia sbozzata che si restringono verso l’alto racchiudendo la preesistente chiesa dedicata a S. Antonio (Sv. Anton, 1696), raggiunta da due ampie scalinate che risalgono la facciata fino al sagrato.
Gli archi dei due gradoni inferiori accolgono le spoglie di 7.015 caduti traslati dagli ex cimiteri italiani dell’alto Isonzo. Gli ignoti, ben 2.748, sono raccolti in sei grandi tombe ricavate ai lati delle scalinate centrali. I nomi dei caduti riconosciuti sono incisi in ordine alfabetico su lapidi in serpentino verde sormontate dalla parola “Presente”. Nella parte posteriore sono visibili i resti di alcuni monumenti e lapidi tratti dai numerosi cimiteri militari dismessi tra Bovec e Gabrje.
Orario: accesso libero in ogni periodo dell’anno
(estratto da: “Da Tolmino a Caporetto lungo i percorsi della Grande Guerra tra Italia e Slovenia” di Marco Mantini, Gaspari Ed. 2006)
Itinerari tra Caporetto, Kolovrat e Monte Nero
