Le linee contrapposte tra Plezzo e Tolmino

Situazione al 24 ottobre 1917


 

Dal giugno 1915, dopo l’occupazione del Monte Nero (Krn, m 2245), le linee contrapposte non subirono variazioni di rilievo per ventotto mesi estendendosi, con andamento Nord – Sud, le italiane dal Čukla alla piana di Volče e quelle austro – ungariche dal Rombon alla testa di ponte di Tolmino (Tolmin).

La linea avanzata italiana, coincidente con le posizioni raggiunte dopo le prime operazioni del 1915, rimontava dal vallone dello Slatenik alle trincee blindate della sella di quota 1270 e da lŕ raggiungeva il Kal (Cocuzzolo Camperi, m 1698) posto all’estrema propaggine della dorsale del Vršič (m 1897), proseguendo poi lungo l’affilata cresta del Vrata – Krn fino a raggiungere l’acrocoro del Monte Rosso (Batognica, m 2164). Riprendeva poi piů in basso attestandosi alle pendici occidentali dell’allineamento Sleme – Mrzli vrh – Vodil, raggiungendo la sinistra Isonzo nel fondo valle davanti all’abitato di Gabrje. Riprendeva solcando la piana acquitrinosa di Volče fino a Čiginj, inerpicandosi poi sulle ridotte dello Ješenjak e dello Ježa a fronteggiare le munite posizioni austro – ungariche di Santa Maria - Mengore e di Santa Lucia di Tolmino (Selski vrh).

Alla 1^ linea seguiva la linea di difesa ad oltranza, che dalla stretta di Šaga si portava sulla catena del Polovnik e sul Krasji vrh per poi raggiungere piů in basso la sella di quota 1270 andando a coincidere con la precedente linea avanzata fino alla cuspide del Monte Nero. Ridiventava un tracciato autonomo scendendo per il Kožljak e il Pleče all’Isonzo presso la localitŕ di Selišce. Oltre l’Isonzo risaliva sulla Costa Raunza per Foni e il Leisce vrh a raggiungere la ridotta di Cemponi da dove, fino al Grad si fondeva con la prima linea.

Una terza linea, detta d’Armata, proteggeva le vie di comunicazione con la pianura friulana, sbarrando la Valle Uccea tra il Monte Guarda e la catena dei Musi e correndo lungo la dorsale dello Stol fino allo Starijski si portava davanti a Caporetto con il caposaldo del Volnik a sud di Drežnica, da dove ripassava sulla destra Isonzo per Idrsko inerpicandosi poi per Golobi fin sulla cima del Kuk di Livek da dove proseguiva sulla lunga gobba del Colovrat fino al Korada.

Gli austro - ungarici occupavano invece tutte le dorsali che fronteggiavano le posizioni italiane mantenendo in gran parte posizioni sopraelevate o comunque tatticamente piů favorevoli alla difesa, potendo anche sfruttare per le linee arretrate e i rifornimenti l’ampio acrocoro del Bogatin.

Dal Rombon (m 2208), passando per le posizioni antistanti il Čukla, la prima linea scendeva nella conca di Plezzo attestandosi sulle alture del Ravelnik da dove per lo Javoršček e Sella Golobar raggiungeva lo sperone Nord Ovest del Vršič, mantenendosi a pochi metri dalla ridotta italiana del Kal (Cocuzzolo Camperi). Poggiando poi sulla bastionata formata da Lipnik (m 1867), Veliki Lemež (m 2043), Šmohor (m 1939) e Vrh nad Peski (m 2176), formava un arco di cerchio attorno alla rocciosa conca del Krnsko jezero (Lago Nero) agganciando le trincee italiane sul ciglione del Monte Rosso (Batognica) che poi abbandonava per sovrastarle dalla creste del Maselnik (m 1903), Stador (m 1903) e Rdeči Rob (m 1913). Passando per lo Sleme, il Mrzli e il Vodil raggiungeva la sinistra Isonzo nei pressi dell’abitato di Dolje a qualche centinaio di metri dalle linee avanzate italiane di Gabrje. Completavano le difese l’isolato cono del Grad che assieme alle alture di Mengore e Santa Lucia costituiva un formidabile sistema dominante il fondo valle Isonzo a protezione di Tolmino.

 

(estratto da: “Da Tolmino a Caporetto lungo i percorsi della Grande Guerra tra Italia e Slovenia” di Marco Mantini)

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