Gerardo Unia

il giorno 05-02-2008 ha scritto:

Dopo novantadue anni riemerge dai boschi della Carnia la lapide di un alpino cuneese del 2° Reggimento



Il 13 gennaio scorso l’amico Marco Mantini di Monfalcone, studioso e scrittore della Grande Guerra, mi ha mandato una fotografia di una lapide di un caduto del 2° Reggimento Alpini, “emersa” dai boschi di Pontebba prima delle nevicate invernali. Marco aveva letto il mio penultimo libro Il 2° Reggimento Alpini – Dalle origini a Kabul (edizioni L’Arciere 2006) e ha perciò pensato di inviarmi la fotografia per posta elettronica. Immediatamente ho consultato l’Albo d’Oro dei Caduti cuneesi nella Grande Guerra e ho trovato il nome dell’alpino il cui nome è scritto sulla lapide insieme alla data della morte: Matteo Monge, nato in Francia il 25 maggio 1896, ma iscritto nelle liste di leva del comune di Busca ed effettivamente morto il 7 agosto 1916 per infortunio. La ricerca per sapere qualcosa di più di quell’uomo scomparso novantadue anni fa nei boschi della Carnia sembrava molto facile, ma così non è stato.

Cercando con molto impegno nei ruoli matricolari e nei registri di leva conservati all’Archivio di Stato di Cuneo ho trovato quello del soldato Monge Matteo Pietro (matricola 3864) figlio di Giovanni Battista e di Margaria Margherita, nato a Cannes (Francia) il 25 marzo 1896 e non il 25 maggio dello stesso anno come indica l’Albo d’Oro. Il soldato era alto un metro e cinquantotto centimetri, aveva i capelli neri e ricci, il naso greco, gli occhi castani, la dentatura guasta, il colorito bruno e nessun segno particolare. Di professione era contadino e sapeva leggere e scrivere, il che non era poco per quei tempi. Il dato riportato dal ruolo matricolare che non concorda con quelli riportati dall’Albo d’Oro non è solo la data di nascita (il 25 marzo e non il 25 maggio 1896), dovuto certamente ad una errata trascrizione in uno dei due documenti, ma neppure coincide il comune di iscrizione nella lista di leva che dal ruolo matricolare che risulta in Rossana, mandamento di Costigliole Saluzzo, circondario di Saluzzo e non Busca.

Nonostante queste imprecisioni, il soldato del quale è stata solo adesso trovata la lapide sembra proprio essere quello del ruolo matricolare. Matteo Pietro Monge era stato dichiarato soldato di prima categoria dopo aver estratto il numero nella lista di leva della classe 1896, distretto militare di Cuneo ed era stato lasciato in congedo illimitato il 29 settembre 1915. Poi, con l’entrata dell’Italia nella Grande Guerra, era stato chiamato alle armi il 24 novembre del 1915 e mandato nel magazzino di mobilitazione del battaglione Costigliole-Saluzzo del 2° Reggimento Alpini. Il 4 aprile del 1916 Matteo Monge era arrivato in territorio dichiarato in stato di guerra col battaglione alpini Val Varaita. Nel 1916 questo battaglione, che era in Carnia dal 30 settembre 1915, aveva visto il suo comando lasciare il sottosettore di Chiarzò in Carnia già il 30 gennaio per spostarsi a Casera Malpasso in quello di Monte Paularo. Il 31 gennaio la 222ª compagnia era ancora in linea al Passo si Pramosio, mentre la 223 ª s’era spostata nelle posizioni di Pizzo Avostanis con altri reparti alpini e col 146° reggimento fanteria della brigata Catania. La 221 ª compagnia del Val Varaita era nelle trincee del Monte Cuestalta. Per tutto il 1916 il Val Varaita, che il 21 aprile era passato a far parte del 3° gruppo, era rimasto a presidio delle prime linee. Nel settore non c’erano però state operazioni militari degne di nota e i reparti del battaglione, con Matteo Monge, vivevano una vita relativamente tranquilla lavorando a migliorare l’efficienza delle difese italiane.

Solo di tanto in tanto erano mandate delle pattuglie che avevano l’ordine di portarsi fin sotto le linee austriache per cercare di disturbare gli stessi lavori di rafforzamento che pure loro stavano facendo. In questa tranquillità, Matteo Monge era destinato a non avere fortuna: forse in uno di questi lavori nella regione di Casera Culet aveva urtato la spoletta di una granata che era esplosa ferendolo a morte il 7 agosto del 1916. I suoi compagni gli avevano eretto una lapide per ricordarlo e questa pietra è venuta alla luce dopo novantadue anni, proprio nell’anno del novantesimo anniversario della fine vittoriosa di quella guerra.

Bibliografia: Gerardo Unia, Figli di questa terra – I Caduti della Provincia di Cuneo nella Grande Guerra 1915-1918, Edizioni Nerosubianco, Cuneo, 2005; Gerardo Unia, Il 2° Reggimento Alpini – dalle origini a Kabul, Edizioni L’Arciere, Dronero, 2006 (libro ufficiale della 80ª Adunata Nazionale degli Alpini,Cuneo, 2007).

Foto allegata: Flavio Azzola (Pontebba, Ud) del Gruppo ricerche e studi Grande Guerra - CAI SAG Trieste

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